il tentativo del furbetto professore mandrogno di mistificare la letteratura a macchina generatrice di (ulteriori) interpretazione, inserendo quindi un pernicioso germe di autoreferenzialità pseudoricorsiva nel conato poetico ha la sua attualizzazione ultima nel proliferare del talk show e del metacommento.
ecco a cosa ci si espone quando si sostituisce la genuina, ancorché ingenua, ispirazione con un mestierante fricandò di mesto sapore impiegatizio.
dopo esser stati in grecia, un salto epistémico si appalesa inevitabile.
dopo patrasso
letture del reale
assai diverse.
gioia del divenire:
nuovo divo, il viaggio.
fuggo me stesso,
il massimo censore,
verso novità.
lascio cadere pesi,
zavorre mal comprese.
fuggo la noia:
onesta concubina,
pessima cuoca.
questa frittata,
pregevole a vedersi,
resta indigesta.
waiting to become a member of the dead poet society. il tutto a (suo) tempo debito, intendiamoci.
solo i poeti, in quanto capaci di mettere più a rischio di tutti il proprio linguaggio fino quasi a smarrirlo, sono in grado, in questa condizione di povertà interiore, di ritrovare il senso del sacro e quindi l'intimo rapporto che unisce l'essere all'uomo. (heidegger, sul pensiero poetante)
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venerdì 10 aprile 2009
mercoledì 8 aprile 2009
satanassi sull'alta velocità
avvistate ulteriori presenze criptosataniche: sisisi, anche sull'alta velocità.
è il caso oggi di un duo (non oso definirli coppia) misto di trendy-postglobal-tattoolight. il maschio, a partire dalla sua pennica postprandiale, tiene concerto in fa minore; la femmina, rococò della signora addams, ignora il divenire del mondo esterno - e l'oscena risacca respiratoria del maschio - scrutando imperturbabile lo schermo del suo netbook, tenuto a guisa di sfera di cristallo. chiedo perdono per i miei peccati, dovesse mai darsi il caso che questi due démoni avessero a destarsi dalla loro sospetta quiete e quinci rapirmi via con loro. per la cronaca, provengono da roma e si recano a milano, si preparano credo ad un empio festino a sacrilego scherno del venerdì santo.
davanti a me
paffuto satanello,
ronfi sereno.
magna digestione,
quotidiano cimento,
affronti fiero.
antica la saggezza.
post prandium, stabis.
da respiro apnea:
oscena, la risacca.
al tuo fianco
mortisia digita la
microtastiera:
indaga seria,
gli occhi chiusi sullo
schermo, il fato.
è il caso oggi di un duo (non oso definirli coppia) misto di trendy-postglobal-tattoolight. il maschio, a partire dalla sua pennica postprandiale, tiene concerto in fa minore; la femmina, rococò della signora addams, ignora il divenire del mondo esterno - e l'oscena risacca respiratoria del maschio - scrutando imperturbabile lo schermo del suo netbook, tenuto a guisa di sfera di cristallo. chiedo perdono per i miei peccati, dovesse mai darsi il caso che questi due démoni avessero a destarsi dalla loro sospetta quiete e quinci rapirmi via con loro. per la cronaca, provengono da roma e si recano a milano, si preparano credo ad un empio festino a sacrilego scherno del venerdì santo.
davanti a me
paffuto satanello,
ronfi sereno.
magna digestione,
quotidiano cimento,
affronti fiero.
antica la saggezza.
post prandium, stabis.
da respiro apnea:
oscena, la risacca.
al tuo fianco
mortisia digita la
microtastiera:
indaga seria,
gli occhi chiusi sullo
schermo, il fato.
venerdì 3 aprile 2009
caduta nel gorgo della quotidiana pendolazione
pioggia passata,
o quasi, non importa.
da est, il sole,
comparso, ci ricorda:
è quasi primavera.
questo vagone
ancora spopolato
scende preciso
verso follia certa:
l'umano pendolare.
sul precipizio,
prima di scomparire,
ultimo sguardo:
salute, luce
che trionfi sovrana!
eccomi, gorgo.
o quasi, non importa.
da est, il sole,
comparso, ci ricorda:
è quasi primavera.
questo vagone
ancora spopolato
scende preciso
verso follia certa:
l'umano pendolare.
sul precipizio,
prima di scomparire,
ultimo sguardo:
salute, luce
che trionfi sovrana!
eccomi, gorgo.
lunedì 30 marzo 2009
continuo a non capire
nella notte vittorio ed io, come moderni tex willer e kit carson, abbiamo disceso rapidi e silenziosi la penisola. sino al mare.
perché si rinnovi, con il nostro sacrificio, la metafora esistenziale del viaggio alla ricerca di se stesso. oppure per verificare che alla fine del nastro d'asfalto ci sia veramente il blu. torniamo subito, abbiate fiducia.
sembro diogene,
dalla mia botte, che
offre usbergo
da terrene malizie,
da diurne baruffe
guardo il mondo,
continuo a non capire
questo affanno,
questo continuo, vuoto
cercare altro da se.
come non fosse
certo, non fosse chiaro
qual'è il problema:
procura guasto,
ed affanno, tormento.
passa, la notte.
perché si rinnovi, con il nostro sacrificio, la metafora esistenziale del viaggio alla ricerca di se stesso. oppure per verificare che alla fine del nastro d'asfalto ci sia veramente il blu. torniamo subito, abbiate fiducia.
sembro diogene,
dalla mia botte, che
offre usbergo
da terrene malizie,
da diurne baruffe
guardo il mondo,
continuo a non capire
questo affanno,
questo continuo, vuoto
cercare altro da se.
come non fosse
certo, non fosse chiaro
qual'è il problema:
procura guasto,
ed affanno, tormento.
passa, la notte.
giovedì 26 marzo 2009
il ritorno del fante pescatore
troppa la noia,
falco alto levato,
lungo meriggio.
conclusa l'expectation,
resta tornare in porto.
pesca finita:
la rete ritirata,
scarse le vele.
corrono bordate,
portarsi sotto costa.
gli occhi pieni
della luce sul mare,
abbacinati.
le mani stanche,
tutto un gran lavoro:
senza fortuna.
falco alto levato,
lungo meriggio.
conclusa l'expectation,
resta tornare in porto.
pesca finita:
la rete ritirata,
scarse le vele.
corrono bordate,
portarsi sotto costa.
gli occhi pieni
della luce sul mare,
abbacinati.
le mani stanche,
tutto un gran lavoro:
senza fortuna.
mercoledì 25 marzo 2009
furbi sofisti
etilismo, filosofia ellenistica ultima. la polis è persa, la dignità orbata, ai mediocri ministeriales il fato, novello eroe dei due mondi, ha consegnato un regno, un altro.
lo perderanno, certo, ma nel frattempo ci è grave scorno d'ignominia.
ah buon abate faria, nutrici dei tuoi insegnamenti preziosi, in attesa paziente di via di fuga. e di rivincita.
sere perdute.
cerchi nella bottiglia
un qualche arché.
fuga irrazionale,
questa ragione è vinta.
vuoti sofismi
imperversano, sciocche
demagogìe.
visioni di pavidi
dementi, ma accorti.
furbi sofisti
affabulano tronfi.
senti? grancassa.
questi tamburi,
voci a caso nel vento.
solo fastidio.
lo perderanno, certo, ma nel frattempo ci è grave scorno d'ignominia.
ah buon abate faria, nutrici dei tuoi insegnamenti preziosi, in attesa paziente di via di fuga. e di rivincita.
sere perdute.
cerchi nella bottiglia
un qualche arché.
fuga irrazionale,
questa ragione è vinta.
vuoti sofismi
imperversano, sciocche
demagogìe.
visioni di pavidi
dementi, ma accorti.
furbi sofisti
affabulano tronfi.
senti? grancassa.
questi tamburi,
voci a caso nel vento.
solo fastidio.
martedì 24 marzo 2009
morte entròpica
questa settimanale transumanza verso le terre maledette, una volta riconosciuta come tale, suggerisce letture sospese tra il bucolico e l'invocazione del grande spirito. per non esserne travolto, per poter attendere serenamente che il bisonte si ripresenti a portata delle mie frecce.
nel frattempo mi esercito nell'arte consolatoria del reperimento del bello e del sublime in ciò che mi circonda, principio d'empirica saggezza, prodromo al riconoscimento di una rinnovata trascendenza. io oggi vedo un senso, e non mi succede spesso.
sto proprio bene,
appoggiato sull'onda.
fuori, quel vento,
una tiepida brezza,
porta calore da sud.
l'hùbris rimossa,
rinunciato al contempto,
morte entròpica.
mi levo dalla mischia,
disegno altri cerchi.
come sospeso,
indago fotogrammi,
fuori contesto.
arte sottile,
veder bicchieri pieni,
ma di conforto.
nel frattempo mi esercito nell'arte consolatoria del reperimento del bello e del sublime in ciò che mi circonda, principio d'empirica saggezza, prodromo al riconoscimento di una rinnovata trascendenza. io oggi vedo un senso, e non mi succede spesso.
sto proprio bene,
appoggiato sull'onda.
fuori, quel vento,
una tiepida brezza,
porta calore da sud.
l'hùbris rimossa,
rinunciato al contempto,
morte entròpica.
mi levo dalla mischia,
disegno altri cerchi.
come sospeso,
indago fotogrammi,
fuori contesto.
arte sottile,
veder bicchieri pieni,
ma di conforto.
lunedì 23 marzo 2009
soldati di calcare
la cementeria di merone imperversa serena sul profilo del lago pusiano: si ipotizza che la dipartita degli spiriti delle acque lacustri sia dovuta al continuo brusio dei carrelli che portano ivi le pietre rubate dalla vicina montagna.
maledizione a tutti quegli insegnamenti bucolici, come non apprezzare tutta codesta modernità?
cementerìa,
il prezzo del progresso,
dritta sul lago.
panorama sconvolto,
cipressi surreali.
dalla montagna,
sventrata senza mercè
tanti profughi,
soldati di calcare
verso la redenzione
sulla funivia
che cigola sorniona:
cassandra crossing.
tempio pagano
a sfregio del buon senso.
il dio danaro.
maledizione a tutti quegli insegnamenti bucolici, come non apprezzare tutta codesta modernità?
cementerìa,
il prezzo del progresso,
dritta sul lago.
panorama sconvolto,
cipressi surreali.
dalla montagna,
sventrata senza mercè
tanti profughi,
soldati di calcare
verso la redenzione
sulla funivia
che cigola sorniona:
cassandra crossing.
tempio pagano
a sfregio del buon senso.
il dio danaro.
giovedì 19 marzo 2009
umori di viaggiatori
il bello di andare per lavoro a torino si concentra nel viaggio di ritorno, ma ad onor del vero l'alta velocità inizia ad essere mal frequentata.
faccio mia la lezione di epicuro, parafrasando: se il disagio è grave, almeno non dura molto.
quel che è peggio, l'ipod non ripara dagli effluvi (dis)umani
dei vicini di viaggio, in questo pomeriggio quasi primaverile.
altro ritorno,
nella carrozza, qualche
ospite offre
valido saggio, sua
tragica insipienza.
traspirazione,
subdolo nemico di
una cosmési vana.
prende alle narici,
annuncia primavera.
musica, come
ultimo baluardo,
a tener fuori
presenze cupe,
sgradevoli, misere,
da questo viaggio.
faccio mia la lezione di epicuro, parafrasando: se il disagio è grave, almeno non dura molto.
quel che è peggio, l'ipod non ripara dagli effluvi (dis)umani
dei vicini di viaggio, in questo pomeriggio quasi primaverile.
altro ritorno,
nella carrozza, qualche
ospite offre
valido saggio, sua
tragica insipienza.
traspirazione,
subdolo nemico di
una cosmési vana.
prende alle narici,
annuncia primavera.
musica, come
ultimo baluardo,
a tener fuori
presenze cupe,
sgradevoli, misere,
da questo viaggio.
martedì 10 marzo 2009
splendido fuco
non patti chiari
ma fiumi di parole
moderna virtù
creare assieme esempio
e controesempio.
regola certa:
l'eccezione sovrana.
alla bisogna
estraggo dal cilindro,
faccio girar la ruota.
intanto pena,
mero esecutore,
a tappar buchi.
splendido fuco
passo di fiore in fiore,
artatamente.
ma fiumi di parole
moderna virtù
creare assieme esempio
e controesempio.
regola certa:
l'eccezione sovrana.
alla bisogna
estraggo dal cilindro,
faccio girar la ruota.
intanto pena,
mero esecutore,
a tappar buchi.
splendido fuco
passo di fiore in fiore,
artatamente.
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