sono un po' stanchino di aspettare in sentinella che l'inverno della speranza venga risolto in tiepida estate - e non si sà bene per quale sole, per qual motivo dovrebbe capitarmi questa greca fortuna.
e nel frattempo accontentarsi di tirare la tenda, di restarsene accidioso a guardare.
descrivo un esterno che non mi appartiene fumettandolo un poco per trovarne una parvenza d'interesse, ma senza grande successo.
ignoro il fuori
mendacia senza tempo
dignità persa
di persona smarrita
di opere incompiute.
musiche sacre
ridotte a simulacro
grottesco, vuota
sciocca epifania di
costumi scellerati.
tiro la tenda
sperando basti questo
misero gesto
a farmi usbergo,
a darmene ragione,
trarne sollievo.
waiting to become a member of the dead poet society. il tutto a (suo) tempo debito, intendiamoci.
solo i poeti, in quanto capaci di mettere più a rischio di tutti il proprio linguaggio fino quasi a smarrirlo, sono in grado, in questa condizione di povertà interiore, di ritrovare il senso del sacro e quindi l'intimo rapporto che unisce l'essere all'uomo. (heidegger, sul pensiero poetante)
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domenica 25 settembre 2011
domenica 19 giugno 2011
ermeneutica del parapioggia
il meriggio domenicale è solo il poco risultato dell'ignavia settimanale regina di questo periodo, del tributo pagano alla statua della sonnolenza. mentre la pioggia, puntuale ma scomoda compagna, arriva a ricordare come un ombrello possa sempre fare comodo - prima o poi.
un sole pigro
dietro quelle nuvole
la triste assenza
il cauto disvelarsi
di poca autocoscienza.
voci lontane
perse in mormorii
sciocchi fastidi
d'umana compassione
di sociale presenza.
ancora pioggia
nel tardo pomeriggio
ancora quelle
goccie, venute
a monito severo:
serve l'ombrello.
un sole pigro
dietro quelle nuvole
la triste assenza
il cauto disvelarsi
di poca autocoscienza.
voci lontane
perse in mormorii
sciocchi fastidi
d'umana compassione
di sociale presenza.
ancora pioggia
nel tardo pomeriggio
ancora quelle
goccie, venute
a monito severo:
serve l'ombrello.
venerdì 3 giugno 2011
fenomenologia di oracolo a perdere
penso che questa mia ultima diverrà col tempo una mia preferita - e temo anche di sapere il perché. e anche questa è una profezia.
vana cassandra,
irosa spettatrice
di stupidi, di
sciocche ignavie, di
pavidità e pastrocchi.
chiusa in casa,
le persiane sbarrate,
i pochi raggi
di luce ben esclusi
dalla resipiscenza
coltivi il folle
gioco dell'oracolo
sciolto dal reale.
e tutto il male
che ti viene in mente
porti da sola.
vana cassandra,
irosa spettatrice
di stupidi, di
sciocche ignavie, di
pavidità e pastrocchi.
chiusa in casa,
le persiane sbarrate,
i pochi raggi
di luce ben esclusi
dalla resipiscenza
coltivi il folle
gioco dell'oracolo
sciolto dal reale.
e tutto il male
che ti viene in mente
porti da sola.
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